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Inchiesta urbana: cinema, musica, teatro: verso una nuova realtà?

Progetto in 5 parti a cura di Associazione Culturale Youkali APS, gruppo Media allo scoperto, in collaborazione con Radio Città Fujiko.
Interviste, ricerche e montaggi realizzati da: Irene Dani, Greta Gorzoni, Laura Armeli, Agata Mellia, Lorenza Cianci e Simona Sagone

Quali conseguenze economiche e sociali hanno avuto le chiusure dei luoghi dello spettacolo dal vivo e riprodotto? Questa inchiesta parte dal vuoto che le attività culturali hanno lasciato nei luoghi dello spettacolo dal vivo creando d’altra parte una saturazione di eventi in luoghi virtuali per cercare poi di esaminare la situazione attuale e le prospettive future di diverse tipologie di realtà culturali della nostra città, da quelle istituzionali e più protette, arrivando fino a quello che è stato spesso chiamato il sottobosco culturale cittadino rappresentato da piccole associazioni, circoli culturali, arrivando anche a singoli artisti precari esclusi da gran parte dei “ristori” previsti per questa filiera produttiva.
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1 puntata –Interviste a:

Rossella Nancy Maria Mazzaglia: docente di Organizzazione dello spazio teatrale
all’Alma Mater Studiorum di Bologna
Francesco Lombardo: Alchemicha Music Club
Elena di Gioia: Direttrice Artistica di Agorà- intervento registrato durante l’incontro on line tra operatori della cultura con l’Assessore Lepore
 

 2 puntata- Interviste a:

Fulvio Mucciardi: Sovrintendente Teatro Comunale di Bologna
Nicola Bonazzi: Direttore artistico Teatro Dell’Argine
Massimo Carosi: Direttore artistico Festival Danza Urbana
 
 
 
 

3 puntata- Interviste a:

Valentina Ruggeri – attrice, cantante e dialect coach.
Giacomo Dalla – fonico e compositore
Antonino Barresi: Barresi Project
Angela Malfitano: attrice della compagnia
 
 

4 puntata- Interviste a:

Silvio Righi: coordinatore del progetto “ChiamateNoi”
Eugenio Fuschini: Amministratore delegato di Circuito Cinema Bologna
Lydia Buchner: presidente di Ass. Oltre referente dello spazio Camere d’aria
Estratto dall’Intervento di SLC CGIL Bologna alla manifestazione del 23 febbraio 2021 “Vogliamo in altro Spettacolo”

https://www.mixcloud.com/Mediaalloscoperto/inchiesta-urbana-cinema-musica-teatro-verso-una-nuova-realtà-4-parte/

5 puntata- Interviste a:

Donatella Allegro: attivista SLC CGIL Bologna
Giuseppe Seminario: Presidente Cassero Bologna
Rossella Vigneri: presidente ARCI Bologna- estratto intervento registrato durante l’incontro on line tra operatori della cultura con l’Assessore Lepore
Pietro Babina: drammaturgo: registrato durante l’incontro on line tra operatori della cultura con l’Assessore Lepore
Matteo Lepore: Assessore al Turismo, promozione della città, Cultura e nuove centralità culturali nelle periferie
 

Il FRANCESCO ZANARDI di SIMONA SAGONE: SVEGLIARE I MORTI

I bolognesi amano sentir parlare della loro città, dalle origini ad oggi. Mi domando a volte se non amino che questo. Sono forse le loro origini contadine (ci ritorneremo) che implicano questo. Bisogna che li riguardi, che succeda non lontano da loro perché si sentano coinvolti e interessati. Hanno quindi risposto in massa all’invito di Simona Sagone, autrice, regista e interprete strabiliante di « Zanardi : Pane, alfabeto e socialismo », spettacolo itinerante che si svolge in seno al cimitero storico e monumentale di Bologna. Bisognava pensarci. Fatto. È senz’altro uno dei migliori spettacoli che ho potuto vedere in questi ultimi vent’anni a, e su Bologna.
Si parte dal monumento funebre di Francesco Zanardi che è anche quello di suo fratello (morto tragicamente) e di suo figlio Libero (morto a causa dei fascisti). Più esattamente, ci si va in corteo informe ma rispettoso sotto lo sguardo sbalordito dei defunti. Si cammina tra i lumini delle tombe, tra gli spettri dei monumenti sovrastati da San Luca, dalle sue luci e, quella sera, da una luna bonaria e da un cielo clemente. Ha l’aria di una processione laica e pacifica o di una manifestazione clandestina. Ci sono anche dei bambini e un cane curioso.
Siamo accolti al sepolcro dal canto di una vecchia signora che cerca nella sua memoria annebbiata le prime informazioni – saranno numerose –, sulla vita e le opere di Zanardi. È aiutata in questo dai ricordi di suo padre – fervente sostenitore di Zanardi –, che le ha trasmesso il culto del grande uomo.
Il corteo riparte preceduto dalla fisarmonica di Salvatore Panu, guidato come un cieco nella notte da Sonny Menegatti, anello di trasmissione elettronica (web) dell’Associazione Youkali (l’isola virtuale). Si è presi dal sentimento ambivalente di disturbare i morti o di offrir loro una distrazione.
Si arriva stavolta su una vasta spianata che fa da auditorio – ci si può sedere sui gradini o sulle pietre. Là riposa e divaga Bologna, « la bella addormentata sopra un cumulo di letame ». È ancora Simona Sagone che interpreta la città, importunata nella sua quiete, civetteria ed abitudini. È un pezzo di bravura. Simona nella sua follia fa tutto ciò che un attore non deve fare, illustra le parole, le emozioni, le situazioni, i controsensi, l’isteria bolognese, si direbbe che cucina con una gestualità degna di un balletto di danza espressiva contemporanea. Diventa buffo, funziona, bingo! Magnifico. Bologna per un attimo disturbata si trasforma sotto la guida del suo nuovo sindaco al quale l’opposizione fa indossare quasi tutti i colori dell’arcobaleno politico. È la guerra, la Grande (1914) che diventerà “ la Prima”, periodo ben difficile, ma Zanardi, appoggiandosi sul suo « cumulo di letame » (la campagna circostante) farà di tutto per salvare la città dalla fame. Dovrebbe bastare per farsi rieleggere, ma…
Ripartiamo dietro la fisarmonica cieca. Camminiamo con qualche reticenza su delle lastre con dei nomi. Si vede che sono abituate. Avanti popolo! Ci fermiamo stavolta davanti a una magnifica figura giacente, quasi un calvario, è la tomba di Gnudi, sindaco per un solo giorno. Questa volta è la moglie di Zanardi, Angiolina (alias Simona) che ci aspetta. Ci racconta senza troppi fronzoli i colpi e le sevizie subiti da lei stessa e da suo marito nel corso del suo mandato. Mette in risalto un episodio un po’ « dimenticato », quello dell’attentato al Municipio di Bologna quando il neo eletto Gnudi doveva pronunciare un discorso al balcone che dà su Piazza Maggiore: 11 morti in tutto. « I fascisti son duri da morire », ci dice lei peraltro.
Si riparte in musica. Salvatore canta anche. Ci fermiamo davanti a una specie di cripta piena di mistero (quella delle vittime fasciste e nondimeno bolognesi). Il personaggio che incarna Simona questa volta in grembiule blu, è una bidella molto colorita: 31 anni nella scuola a far applicare nel suo ambito e a modo suo i precetti di Zanardi: uguaglianza di possibilità per le femmine e i maschi, aiuto alle famiglie bisognose, e tutte quelle cose che si dicevano quando « socialismo » faceva sperare nel « sol dell’avvenire ». Il bolognese è forse un po’ approssimativo, ma è comprensible e va bene perché così si comprende anche quale rivoluzione culturale si andava sviluppando. Sarà Giuseppe Dozza che continuerà l’opera di Zanardi.
Ultimo viaggio. Ci fermiamo stavolta davanti al Pantheon. Là Salvatore Panu ci interpreta il « Va’ pensiero », canto e fisarmonica, nella versione anarchica di Pietro Gori. Fa venire i brividi. Le porte del Pantheon si aprono, Simona appare fiammeggiante nelle vesti di una cantante russa Elena Rakovka, il Pantheon si è trasformato in Teatro Comunale, aperto gratuitamente alla popolazione povera al fine di iniziarla alle bellezze dell’Arte, della lirica in particolare ma anche all’arte e alla cultura in generale, alla necessità di sostenere gli artisti. Tutto è detto. È Elena Rakovka che racconta, è a lei che avevano affidato il ruolo di Francesca nella Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai rappresentata il 14 aprile 1919. Ne approfitta per rileggerci il discorso che aveva pronunciato Zanardi quel giorno, poi interpreta felicemente Francesca. Che voce! Gli applausi che seguirono furono infiniti, ci dice, interrotti solamente dal direttore d’orchestra Tullio Serafin, suo marito, che intonò «L’internazionale», ripresa dal pubblico. Noi Facciamo lo stesso. Eh sì, signore e signori, nel 2017, si canta l’Internazionale al Pantheon di Bologna con loro e con le lacrime agli occhi. Che serata! Bravi!

Segnaliamo l’ultima replica il 26 settembre, alla Certosa di Bologna, (lato chiesa) con ritrovo ore 20:30 per il ritiro biglietti. Prenotazione obbligatoria 3334774139 info@youkali.it.

Alain Leverrier

Spettacolo in Certosa per il centenario del Forno del Pane

Spettacolo itinerante in Certosa per il Centenario del Forno del Pane

L’Associazione Youkali selezionata per la stagione estiva 2017 della Certosa di Bologna con “Zanardi: pane, alfabeto e socialismo” che debutta il 15 luglio ore 21:00 (ritrovo ore 20:30 ingresso via della Certosa 18, da Viale Gandhi), repliche 5 e 26 settembre.

Il calendario estivo della Certosa di Bologna, promosso da Istituzione Bologna Musei | Museo civico del Risorgimento, ospita lo spettacolo itinerante “Zanardi: pane, alfabeto e socialismo”, in scena l’attrice Simona Sagone e il fisarmonicista Salvatore Panu.
Lo spettacolo verrà preceduto da una presentazione a cura di Stefano Zanardi, pronipote di Francesco Zanardi, grazie alla collaborazione all’evento di AICS Bologna.

Lo spettacolo, basato su una drammaturgia scritta appositamente da Simona Sagone, intende celebrare il centenario dell’apertura del Forno del Pane che, durante la Prima Guerra Mondiale, consentì ai Bolognesi di non patire la fame e nel cui edificio trovano oggi sede il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e il Museo Morandi.

Lo spettacolo racconterà il drastico risveglio della Bologna di primo Novecento detta “bella addormentata sopra un cumulo di letame” grazie all’opera del Sindaco Francesco Zanardi e della sua giunta che dal 15 luglio 1914 diede avvio a radicali riforme incidendo sullo spirito della città.

La drammaturgia prevede 5 stazioni durante le quali verrà rappresentata la vita e il progetto politico del socialista Zanardi a cominciare dal sostegno alle lotte contadine nel mantovano, da cui proveniva, per arrivare al suo impegno come assessore all’igiene a Bologna nella giunta guidata da Enrico Golinelli (1902 – 1905) e alla sua elezione coincidente con gli spari sull’Arciduca Ferdinando e la sua consorte Sofia, a Sarajevo, il 28 giugno del 1914.

Verranno evocate le tappe che portarono alla nascita del fascismo bolognese: la costituzione del Fasci di Combattimento di Leandro Arpinati, i terribili momenti della strage del 21 novembre 1920, che metterà fine alla appena nominata giunta di Ennio Gnudi, successore di Francesco Zanardi, come anche la tragica morte di Libero Zanardi nel giugno del 1922 a seguito di un pestaggio dei fascisti.

Il racconto citerà l’elezione del Sindaco Giuseppe Dozza che volle accanto a sé Zanardi sul balcone di Palazzo d’Accursio il 24 marzo del 1946, mentre il popolo nella piazza inneggiava ad una fusione delle forze di sinistra.

Lo spettacolo si chiuderà con un ricordo dell’entusiasmante discorso del Sindaco Zanardi tenuto il 14 aprile del 1919 al Teatro Comunale di Bologna per la prima di quattro rappresentazioni teatrali gratuite di istruzione popolare da lui volute, a sottolineare l’impegno di questo straordinario uomo politico a favore dell’elevazione spirituale del popolo attraverso l’arte.

L’iniziativa fa parte di Best – La cultura si fa spazio, il nuovo cartellone estivo coordinato dal Comune di Bologna.

Lo spettacolo avrà luogo anche in caso di maltempo.
Inizio ore 21.00.
Ritrovo ore 20.30 presso l’ingresso principale in via della Certosa 18 (cortile chiesa).

Ingresso: € 10, di cui € 2 devoluti alla valorizzazione della Certosa
Prenotazione obbligatoria: tel. 333 4774139 (mattino – pomeriggio) – info@youkali.it